Quando la bellezza diventò parte dell’industria.
A partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento, mentre il Lanificio Rossi continuava a crescere, l’area antistante lo stabilimento venne completamente trasformata. Dove un tempo si trovavano asciugatoi, stenditoi e la vecchia Tessitura Jacquard, nacque uno dei luoghi più sorprendenti dell’archeologia industriale italiana: il Giardino Jacquard.
Progettato dall’architetto Antonio Caregaro Negrin, il giardino non era soltanto uno spazio verde, ma un’opera d’arte paesaggistica, capace di unire natura, architettura e simbologia. Sentieri sinuosi, una serra ad esedra, un ninfeo, grotte artificiali, giardini pensili e un belvedere si integravano con la cinquecentesca chiesetta di San Rocco e con la caratteristica torretta ottagonale, un tempo utilizzata durante la lavorazione della lana e successivamente trasformata in colombaia.
Il nome del giardino rende omaggio a Joseph-Marie Jacquard, inventore del celebre telaio automatico che rivoluzionò la tessitura e contribuì allo sviluppo dell’industria tessile moderna.
Ma la visione di Alessandro Rossi non si fermava al paesaggio.
L’edificio che delimita il lato destro del giardino, nato come struttura di servizio del lanificio, venne trasformato in un vero centro culturale per gli operai. Al suo interno trovavano spazio una scuola serale, una biblioteca circolante, la sala prove della banda cittadina e un grande teatro capace di ospitare circa ottocento persone.
Per Rossi il benessere dei lavoratori non significava soltanto una casa o uno stipendio, ma anche offrire occasioni di formazione, cultura e socialità.
È questa la vera forza del Giardino Jacquard e del suo Teatro: ricordarci che, in un’epoca dominata dalla rivoluzione industriale, qualcuno aveva già compreso che il progresso non dipende soltanto dalle macchine, ma anche dalle persone.
Per maggiori informazioni visita il sito Visit Schio.
Dov'è?
Questo luogo si trova a Schio, e verrà toccato dai percorsi Discovery, Explorer e Expedition.

